La storia

La storia del Museo

La Masseria Antico Iazzo racconta una lunga storia rurale delle Murge: architettura in pietra, lavoro pastorale, trasformazione del latte e memoria di un territorio che ha costruito la propria identità intorno alla vita agro-pastorale.

La Masseria, come testimoniano alcune sigle scolpite sugli stipiti in pietra della stessa masseria, risulta essere costruita a cavallo tra il 1600 ed il 1700, periodo in cui ci sono state varie fasi di ristrutturazione ed ampliamento. Presenta la medesima architettura delle molteplici masserie padronali, sparse ed ancora presenti sull’intero territorio dell’altopiano delle Murge tra Puglia e Basilicata.

La struttura di queste masserie, somiglianti l’una con l’altra, è composta dal casolare o casa padronale, dallo Iazzo e dalla cisterna o pozzo, detta pescara, per la raccolta delle acque piovane.

La casa padronale, inizialmente nata come abitazione del proprietario, successivamente viene trasformata in residenza del massaro e luogo adibito alla trasformazione del latte. A una distanza di circa 40 metri dall’abitazione principale era, ed è ancora presente, la tipica costruzione in pietra chiamata Iazzo. Lo Iazzo, di forma rettangolare e diviso in due parti contigue e comunicanti, era costruito quasi totalmente da muri in pietra a secco. Fungeva da ovile e stalla per ovini e caprini, dando riparo per la notte da intemperie, ladri e animali predatori. Da qui nasce anche il sistema detto paralupi, che consisteva nel posizionare quasi al vertice dei muri delle chianche in pietra sporgenti, in modo da scoraggiare i predatori nel sormontare le pareti.

Non sappiamo con precisione chi sia stato il primo proprietario a costruire questa Masseria, ma da testimonianze raccolte uno dei proprietari di cui si conosce l’identità è stato Domenico Craca, ricco proprietario terriero residente a Corato, nei primi del Novecento.

Dopo la seconda guerra mondiale, negli anni Cinquanta, con l’avvento della Riforma Fondiaria, i terreni circostanti furono oggetto di esproprio da parte dell’ERSAP, Ente Regionale dello Sviluppo Agricolo, allo scopo di rendere fruibili ai contadini le opportunità offerte dall’industria della terra. La Riforma Fondiaria costituì inizialmente una cooperativa di contadini-allevatori, mettendo a loro disposizione greggi, armenti e servizi, e coadiuvandoli nella gestione.

Successivamente fu adottato un criterio di divisione singola della proprietà. Mentre i terreni adiacenti furono divisi tra i vari assegnatari, la proprietà del centro aziendale, Masseria con Iazzo, rimase di proprietà dell’Ente Regionale, che continuò nella gestione degli edifici. Questa scelta portò la Masseria al degrado e all’abbandono, sino al crollo di alcune parti importanti, come avvenne con la stalla grande dei bovini.

Solo nel 2022, quando ormai il degrado era totale, la Regione ha venduto questa Masseria, che nel passato aveva vissuto momenti di splendore ed era stata un punto di riferimento sul territorio murgiano, alla Famiglia Mastropasqua-Sassi. In pochi anni la famiglia è riuscita a risollevare e valorizzare strutture di architettura rurale di pregio storico e culturale, riportando la Masseria all’antica bellezza di un tempo e trasformando ruderi in edifici agibili e usufruibili, compreso lo Iazzo.

Da qui nasce la volontà di adibire questo luogo a Museo della Pastorizia. Il Museo vuole preservare quella cultura agro-pastorale millenaria in cui sono confluite varie civiltà e si sono tramandate tradizioni e modi di vivere ormai lontani dal nostro moderno stile di vita, per non perdere la nostra identità territoriale e ricordare con orgoglio le nostre origini.

L’attività agro-pastorale era fondamentale per l’economia pugliese. Le masserie rappresentavano il fulcro di una cultura genuina, intrinseca di valori improntati al rispetto delle persone e dell’ambiente. Per questo la Masseria di Puglia è tornata alla ribalta e ottiene interesse anche oltre il territorio, non solo per il turismo enogastronomico, ma soprattutto perché una parte crescente della società desidera rivivere luoghi e ritmi più vicini alla misura dell’uomo.

Ambiente rurale restaurato del Museo della Pastorizia Murgese
Dettaglio degli spazi in pietra della Masseria Antico Iazzo